Il futuro degli appalti pubblici

La disciplina degli appalti pubblici è da sempre uno degli aspetti più rilevanti dello sviluppo economico (gli appalti e le concessioni pubbliche rappresentano circa il 20% del PIL Europeo) e in questo ultimo periodo sta subendo importanti cambiamenti sia a livello nazionale che internazionale, infatti, il 28/03/2014 sono state pubblicate tre Direttive Europee sugli appalti pubblici che evidenziano la necessità di accrescere l’efficienza della spesa pubblica facilitando la partecipazione delle Piccole e Medie Imprese agli appalti pubblici e permettendo ai committenti di farne un miglior uso per sostenere il conseguimento di obiettivi condivisi a valenza sociale. L’Italia, nel recepire le tre Direttive Europee, che abrogheranno l’attuale Codice degli Appalti (D.Lgs. 163/2006), ha già peraltro attuato rilevanti modifiche al sistema di concessione degli appalti pubblici imponendo nuovi strumenti a supporto dei committenti per l’acquisizione di lavori, forniture e servizi: le SUA (stazioni uniche appaltanti), le piattaforme ME.PA. (mercato Elettronico della PA), l’AVCPass (il sistema per la comprova online dei requisiti di partecipazione alle gare). Da questo scenario si evince che è già in atto una rivoluzione del sistema, che in Italia si completerà con l’abrogazione del Codice degli Appalti, che verrà sostituito da un unico testo più snello semplice e composto di soli 200 articoli e che potrà garantire alle imprese interessanti opportunità di lavoro con la Pubblica Amministrazione. In tale contesto, è necessario formare figure professionali interne alle aziende preparate ed in grado di affrontare il complesso processo di gestione delle gare d’appalto e dei contratti pubblici. Per rispondere a tale esigenza A.In.Com. propone il “corso teorico-pratico per la partecipazione a gare di appalto di lavori pubblici” con l’intento di fornire ai partecipanti le conoscenze normative e, soprattutto, le capacità tecnico-operative e le competenze organizzative utili ai suddetti scopi, grazie all’insegnamento di metodologie di lavoro replicabili in diversi settori produttivi.

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La qualificazione del formatore-docente in materia di sicurezza secondo i Criteri del D.M. 18 marzo 2014

Il 18 marzo 2014 è entrato in vigore il D.M. del 6 marzo 2013 sui criteri di qualificazione della figura del formatore-docente per la sicurezza sul lavoro che stabilisce il prerequisito base ed i criteri previsti per tale figura.
I criteri elencati nel Decreto, oltre al prerequisito minimo di scuola secondaria di secondo grado, prerequisito non richiesto ai Datori di Lavoro che effettuano la formazione ai propri lavoratori e a coloro che alla data del 18 marzo 2013 possedevano già almeno uno dei criteri previsti dal decreto, sono 6:
1. Precedente docenza come docente esterno, per almeno 90 ore negli ultimo tre anno nell’area tematica oggetto della docenza

2. Laurea (vecchio ordinamento, triennale, specialistica…) coerente con le materie oggetto della docenza o corsi post laurea (master, specializzazione dottorato…) nel campo della sicurezza sul lavoro, unitamente ad almeno un requisito tra:
2.a un percorso formativo sulla didattica (24 ore), o l’abilitazione all’insegnamento, o il diploma triennale, o un master in scienze della comunicazione, oppure, esperienze precedenti come docente (o per almeno 32 ore negli ultimi 3 anni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, o per almeno 40 ore negli ultimi 3 anni in qualunque materia, o per almeno 48 ore in affiancamento, sempre negli ultimi 3 anni in qualunque materia).

3. attestato di frequenza con verifica dell’apprendimento a corsi di formazione della durata di almeno 64 ore in materia di salute e sicurezza sul lavoro, più almeno 12 mesi di esperienza lavorativa o professionale con l’area tematica oggetto della docenza, il tutto integrato da almeno uno dei requisiti descritti sopra al punto 2a.

4. attestato di frequenza con verifica dell’apprendimento a corsi di formazione della durata di almeno 40 ore in materia di salute e sicurezza sul lavoro, più almeno 18 mesi di esperienza lavorativa o professionale nell’area tematica oggetto della docenza, il tutto integrato da almeno uno dei requisiti di cui sopra si è detto al punto 2a.

5. esperienza lavorativa o professionale almeno triennale nel campo della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, coerente con l’area tematica oggetto della docenza, integrata da almeno uno dei requisiti B di cui sopra si è detto al punto 2a.

6. esperienza di almeno 6 mesi nel ruolo di RSPP o 12 come ASPP (ciò limita la possibilità di fare docenza al macro-settore ATECO di riferimento), integrata da almeno uno dei requisiti al punto 2°.
La qualificazione ottenuta, è acquisita in modo permanente, fermo restando l’obbligo di aggiornamento professionale, con riferimento alle aree tematiche per le quali il docente formatore abbia maturato il corrispondente requisito di conoscenza/esperienza. Le aree tematiche attinenti alla salute e sicurezza sul lavoro sono tre:
• Area normativa/giuridica/organizzativa
• Area rischi tecnico/igienico-sanitari. Nel caso di rischi che interessino materie sia tecniche che igienico sanitarie, gli argomenti dovranno essere trattati sotto il duplice aspetto.
• Area relazioni/comunicazione
L’applicazione del Decreto relativo ai criteri di qualificazione del formatore-docente del decorre dal dodicesimo mese dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, il 18/03/2015. Mentre, per i Datori di Lavoro RSPP, di cui all’art. 34 del D.Lgs 81/2008, che svolgono o intendono svolgere attività formativa nei soli riguardi dei propri lavoratori, ai sensi dell’accordo stato regioni e Prov. Autonome del 21/12/2011, devono, entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore del suddetto Decreto, entro il 18/03/2016, dimostrare di essere in possesso di uno dei criteri previsti dal Decreto.
Per quanto riguarda l’aggiornamento professionale, il formatore-docente è tenuto con cadenza triennale, alternativamente:
alla frequenza, per almeno 24 ore complessive nell’area tematica di competenza, di seminari, convegni specialistici, corsi di aggiornamento organizzati da soggetti di cui all’art. 32, comma 4 del D.lgs 81/2008 e smi. di queste almeno 8 devono essere relative a corsi di aggiornamento.
Ad effettuare un numero minimo di 24 ore di attività di docenza nell’area tematica di competenza.
Per i formatori-docenti qualificati alla data dell’applicazione del Decreto, il 18/03/2015, il triennio decorre dalla data medesima. Per tutti gli altri, il triennio decorre dalla data di effettivo conseguimento della qualificazione.

Aggiornamento obbligatorio RSPP DATORI DI LAVORO formati ante 11/01/2012

L’Accordo Stato Regioni e Province Autonome del 26/01/2012 per la Formazione dei Datori di Lavoro che svolgono i compiti del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, in applicazione dell’articolo 34 comma 2 del D.Lgs 81/2008 e smi, prevede che il Datore di Lavoro RSPP, che abbia svolto il Corso di Formazione per Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, secondo l’art. 3 del D.M. 16 gennaio 1997, alla data di pubblicazione dell’Accordo, dovrà effettuare l’aggiornamento obbligatorio entro l’11 gennaio 2017, pena la decadenza del dell’incarico con l’applicazione della seguente sanzione in capo al datore di lavoro prevista all’art. 55 del D.Lgs 81/08 e s.m.i.:

arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro per mancata nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera b), o per la violazione dell’articolo 34, comma 2.

La durata del corso di aggiornamento obbligatorio varia a seconda del livello di Rischio Aziendale:

gli RSPP operanti in aziende classificate con livello di Rischio BASSO (commercio, alberghi e ristoranti, servizi…) devono frequentare un corso di aggiornamento di 6 ore.
gli RSPP operanti in aziende con livello di Rischio MEDIO (agricoltura, pesca, P.A., Istruzione, Trasporti, Magazzinaggio) devono frequentare un corso di aggiornamento di 10 ore.
gli RSPP operanti in aziende con livello di Rischio ALTO (estrazioni minerali, industrie manifatturiere, costruzioni, smaltimento rifiuti, sanità…) devono frequentare un corso di aggiornamento di 14 ore.